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Parodontologia


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La Parodontite

Se soffri di gengivite da molto tempo, è possibile che questa degeneri in parodontite. Questa patologia ha alla base una predisposizione genetica, quindi non sempre la gengivite degenera in parodontite (piorrea). Se però hai paura di perdere i denti perché hai le gengive gonfie e sanguinanti da molto tempo, devi immediatamente contattare un parodontologo. Quando i denti cominciano a muoversi, molte persone piuttosto che rivolgersi a un dentista specializzato in parodontologia, preferiscono cercare cure o rimedi per la gengivite, intanto i sintomi della piorrea come le tasche paodontali si fanno sempre più evidenti finché diventa difficile recuperare la situazione. Quello che molti pazienti ignorano è che spesso una pulizia dei denti sbagliata non riesce a rimuovere in modo completo ed efficace il tartaro sotto-gengivale, provocando infiammazione alle gengive con il loro conseguente abbassamento e favorendo di fatto la parodontite. Per questo motivo anche la semplice pulizia deve essere eseguita dalle mani esperte di un parodontologo.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA PARODONTITE ?

In un primo momento vengono a formarsi tasche parodontali e recessioni gengivali (la scopertura dei colletti e delle superfici radicolari) che in primo luogo causano una compromissione estetica, ma anche ipersensibilità dentinale. In stadio più avanzato si assiste alla migrazione dei denti, e infine alla loro perdita, che richiederà la loro sostituzione.

PARODONTITE E COMPLICANZE IN GRAVIDANZA

Le malattie parodontali sono associate ad un aumentato rischio di nascita di bambini prematuri e/o sottopeso. Oggi, infatti, sappiamo che alcuni processi infiammatori acuti della madre, anche localizzati lontano dal tratto genito-urinario, possono svolgere un ruolo non secondario nella comparsa di alterazioni patologiche della gravidanza.

PARODONTITE E DIABETE

Il soggetto diabetico ha un rischio maggiore di ammalare di gengivite e di parodontite. La parodontite grave potrebbe influenzare negativamente il controllo glicemico. Sintomi e segni più seri come gli ascessi parodontali, la migrazione (spostamento) dei denti con apertura di spazi, l’aumento di mobilità degli elementi dentari e l’alitosi si manifestano solo quando la perdita si estende oltre la metà/due terzi della lunghezza dell’attacco, o quando vengono coinvolte le forcazioni di molari e premolari. Quando un dente viene perso, l’unica soluzione è procedere a impiantarne uno artificialmente.

PARODONTITE E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Secondo le ultime evidenze scientifiche, la parodontite costituisce un fattore di rischio per l’inizio e lo sviluppo di importanti patologie sistemiche come l’ictus e l’infarto. Per questo motivo è importantissimo mantenere sotto controllo l’infiammazione parodontale.

DA COSA SI RICONOSCE LA PARODONTITE ?

Essendo la malattia parodontale una patologia cronica e indolore, i primi sintomi non sono molto caratteristici. Un campanello d’allarme può essere il sanguinamento gengivale in fase di spazzolamento, come lo è il gonfiore (edema) del bordo gengivale e l’alitosi. Sintomi e segni più seri come gli ascessi parodontali, la migrazione (spostamento) dei denti con apertura di spazi, l’aumento di mobilità degli elementi dentari e l’alitosi si manifestano solo quando la perdita si estende oltre la metà/due terzi della lunghezza dell’attacco, o quando vengono coinvolte le forcazioni di molari e premolari. Nei casi limite, cioè quando si arriva troppo tardi, non c’è altro da fare che estrarre il dente e sostituirlo con un impianto.

COME VIENE DIAGNOSTICATA ?

La diagnosi è effettuata dallo specialista parodontologo. Gli ausili diagnostici principali sono le radiografie e il sondaggio delle tasche parodontali. Nel nostro studio il sondaggio parodontale viene regolarmente eseguito su tutti i pazienti. Una sonda millimetrata è delicatamente mossa lungo il bordo gengivale misurando per ogni dente la profondità delle tasche gengivali. In gengive sane, la profondità misurata è di 1-2 mm. Valori oltre 4 mm di profondità segnalano spesso una parodontite già avanzata.

QUAL E' LA TERAPIA CORRETTA DELLA PARODONTITE ?

Il primo obiettivo è sicuramente quello di ripristinare una corretta igiene orale rivolgendosi a uno specialista parodontologo. La terapia consiste in una o più sedute di ablazione del tartaro, curettage gengivale (scaling) , levigatura delle radici (root-planing), motivazione all’igiene orale, comprensione ed esecuzione delle metodiche corrette di prevenzione.

Nei casi più gravi può essere necessario un intervento chirurgico volto a pulire i tessuti coinvolti più profondi, ed eventualmente a rigenerare l’osso riassorbito. Nella parodontite aggressiva è necessario il supporto di una terapia farmacologica, con combinazioni di antibiotici come amoxicillina e metronidazolo.

L’utilizzo di antibiotici topici (fibre di tetracicline) o dei gel a lento rilascio applicati all’interno delle tasche a base di metronidazolo come Elyzol 25% o Aevizol idrogel non sono assolutamente in grado da soli di risolvere la parodontite.  Tali gel hanno un azione antinfiammatoria sui tessuti e possono essere utilizzati in associazione allo scaling e al root-planing per migliorare e velocizzare la guarigione. Per avere una guarigione parodontale è sempre necessario rimuovere gli agglomerati batterici più o meno calcificati  (tartaro e placca ) che sono la causa della parodontite stessa.