Homepage / ATM

ATM


http://www.c-smile.it/wp-content/uploads/2016/09/ATM-1-600x400.jpg
http://www.c-smile.it/wp-content/uploads/2016/09/ATM-2-600x400.jpg
http://www.c-smile.it/wp-content/uploads/2016/09/ATM-AFFETTA-1-600x400.jpg
http://www.c-smile.it/wp-content/uploads/2016/09/ATM-AFFETTA-2-600x400.jpg

CHE COS'E ' L' ATM ?

L’articolazione temporo-mandibolare è una delle articolazioni più piccole del corpo umano ma, allo stesso tempo è una delle più complesse. Essa unisce la mandibola alla base del cranio, è doppia e, con un complesso movimento di rotazione e traslazione, ci permette di aprire e chiudere la bocca.

Al suo interno l’articolazione temporo-mandibolare ha un disco di fibrocartilagine, simile al menisco del ginocchio, che divide l’articolazione stessa in un compartimento superiore ed un compartimento inferiore. Il disco articolare è interposto fra l’osso della mandibola (condilo) e l’osso della base cranica (fossa temporale), è una struttura dinamica in quanto si muove insieme al condilo della mandibola durante i suoi movimenti.

L’articolazione è ricoperta al suo interno, in parte da una membrana chiamata sinovia che produce il liquido sinoviale (presente all’interno dell’articolazione), ed in parte da cartilagine.

L’articolazione temporo-mandibolare fa parte del sistema masticatorio (o sistema cranio-mandibolare). Il sistema masticatorio è composto dai denti dell’arcata superiore ed inferiore (che insieme compongono l’occlusione dentaria), dai muscoli masticatori e dall’articolazione temporo-mandibolare. Esso è controllato da numerosi centri a livello del sistema nervoso centrale e le principali funzioni sono la masticazione, la fonazione e la deglutizione.

COSA SONO I DISORDINI TEMPORO-MANDIBOLARI ?

I disordini temporo-mandibolari sono condizioni patologiche caratterizzate da dolore e disfunzione a carico sistema masticatorio che possono colpire i muscoli e/o l’articolazione temporo-mandibolare e le strutture ad esse associate.

Molto schematicamente se la patologia è limitata ai muscoli masticatori si ha il disordine temporo-mandibolare mio-fasciale, se invece è interessata l’articolazione temporo-mandibolare la patologia è denominata disordine temporo-mandibolare articolare (o disfunzione interna o in inglese “Internal Derangement”). Molto spesso i disordini temporo-mandibolari colpiscono sia i muscoli che le articolazioni ed in questo caso si dice disordine temporomandibolare misto.

I disordini temporo-mandibolari sono la causa più frequente, dopo il dolore dentario, di dolore oro-facciale.

Studi sulla popolazione adulta generale hanno mostrato che questa condizione patologica è molto diffusa ed in continuo aumento: il 10-15 per cento della popolazione ha un dolore per un disordine temporo-mandibolare e circa il 5 per cento ha bisogno di un trattamento medico. Le donne sono molto più colpite degli uomini (8-9 volte di più) e la prevalenza maggiore si ha nella terza/quinta decade di vita.

Solo negli Stati Uniti si calcola che sono affetti da questa patologia circa 35 milioni di persone.

COSA SUCCEDE NELLE ARTICOLAZIONI TEMPORO-MANDIBOLARI AFFETTE ?

Nei disordini temporo-mandibolari articolari, il dolore a livello preauricolare (che i pazienti spesso riferiscono all’orecchio) e le limitazioni dei movimenti sono dovute ad un cambiamento della posizione del disco articolare e ad uno stato di infiammazione articolare.

In una articolazione temporo-mandibolare sana, il disco articolare è situato come un cappuccio sopra il condilo mandibolare e segue il movimento di questo durante le fasi di apertura della mandibola (rotazione e traslazione).

Se il disco si sposta antero-medialmente questa condizione è chiamata dislocazione del disco. Inizialmente la dislocazione del disco è riducibile (con riduzione), nel senso che, quando aprendo la bocca il condilo si muove, il disco scivola indietro e si rimette nella corretta posizione sopra il condilo producendo un rumore udibile nell’articolazione chiamato click articolare. Può succedere improvvisamente che il disco non torna più indietro e la mandibola non fa più il click. Questa condizione che determina un blocco della mandibola (in inglese “closed lock”) è caratterizzata da una dislocazione del disco irriducibile (senza riduzione) che si manifesta con dolore e difficoltà ad aprire la bocca. Questo blocco può durare alcuni secondi/minuti o anche ore o addirittura essere permanente e cronicizzarsi.

In questi casi è necessario un consulto dallo specialista nel più breve tempo possibile, per cercare di sbloccare la mandibola e quindi non far cronicizzare la dislocazione del disco.

Nei blocchi che durano da molto tempo è ormai impossibile sbloccare la mandibola e recuperare la dislocazione del disco; si viene a determinare dapprima uno stato infiammatorio dell’articolazione (con un versamento articolare) e successivamente la formazione di aderenze fibrose intrarticolari che portano ad una condizione di estrema restrizione della mobilità articolare.

Un’altra condizione che causa un blocco dell’articolazione è detta “effetto ventosa” del disco (o disco fisso) che aderisce fortemente ai tessuti e causa una alterata funzionalità articolare.

Nella fasi più tardive e gravi l’evoluzione della patologia disfunzionale è verso l’artrosi dell’articolazione temporo-mandibolare, nella quale i tessuti degerano, la cartilagine si distrugge (condromalacia), il disco si perfora, si formano polipi sinoviali, i capi ossei articolari si deformano; tutto ciò causa il tipico dolore articolare ed il crepitio o scroscio caratteristico di questa condizione.

QUAL E' LA TERAPIA DEI DISORDINI TEMPORO MANDIBOLARI ?

Si calcola che oggi sono disponibili più di 50 tipi di trattamento, basati soprattutto su credenze e su opinioni personali e non su evidenze scientifiche.

Attualmente l’evidenza scientifica dimostra che il trattamento di un disordine temporo-mandibolare deve essere multidisciplinare e meno invasivo possibile e prevedere, per quanto possibile, trattamenti non irreversibili.

Le opzioni terapeutiche sono: rieducazione comportamentale, placche occlusali o bite, fisioterapia, farmacoterapia, psicoterapia e chirurgia. Spesso è l’associazione di più terapie che concorre al sollievo dei sintomi.
È necessario circondare il problema ed affrontarlo da più punti di vista.

I pazienti con un disordine temporo-mandibolare dovrebbero assumere comportamenti e stili di vita che possano tenere sotto controllo la sintomatologia, fare coiè una rieducazione comportamentale: evitare cibi gommosi che provocano un sovraccarico del sistema masticatorio (carne o pizza) ed indirizzare la proprio dieta su cibi più teneri e facilmente masticabili; evitare tutte le sostanze che provocano un eccessiva eccitabilità cioè caffè, thè, fumo, alcool; infine dovrebbero evitare stress emotivi e controllare la propria ansia.

Le placche occlussali note come bite sono una pietra miliare nel trattamento dei disordini temporo-mandibolari; essi vengono confezionati appositamente su misura del paziente (quindi non vanno bene i bite comprati in farmacia) e sono come una specie di paradenti, molto più sottili, che vengono posizionati sull’arcata superiore od inferiore.

Essi, rialzando la masticazione e dando un corretto contatto fra le arcate dentarie, agiscono soprattutto a livello muscolare evitando il bruxismo, evitano l’iperattività dei muscoli masticatori e riducono il sovraccarico a livello delle articolazioni temporo-mandibolari.

  • La fisioterapia è fondamentale se il problema principale è il dolore e l’iperattività dei muscoli masticatori. Essa è anche utile a livello articolare per fare stretching alle articolazioni che sono ipomobili per un problema intrarticolare (dislocazione del disco ed infiammazione).
  • La fisioterapia gioca un ruolo importantissimo nel recupero successivamente alla chirurgia dell’articolazione temporo-mandibolare. Il fisioterapista concentra la sua attenzione non solo sul sistema cranio-mandibolare ma anche sul collo, le spalle e la postura.
  • Il ruolo della farmacoterapia nei disordini temporo-mandibolari è diretto sopratutto al controllo del dolore. Possono essere utili farmaci che agiscano sul dolore e l’infiammazione a livello periferico (antinfiammatori non steroidei o steroidei) o a livello del sistema nervoso centrale quando il dolore diventa cronico. Altri farmaci possono essere utili per controllare l’iperattività muscolare (miorilassanti o benzodiazepine).
  • Un’altra opzione terapeutica per controllare l’iperattività muscolare il bruxismo ed il dolore è l’infiltrazione dei muscoli masticatori con tossina botulinica.
  • La psicoterapia insieme con le altre tecniche di rilassamento è utile per i pazienti che non riescono a controllare autonomamente l’ansia e lo stress.